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Percorso testuale > Scritti del periodo napoleonico > Ragguaglio d’un’adunanza dell’Accademia de’ Pittagorici
Ragguaglio d’un’adunanza dell’Accademia de’ Pittagorici
Nella primavera del 1810 Foscolo pubblica negli “Annali di Scienze e Lettere” l’articolo Sulla traduzione dell’Odissea, apparentemente una recensione alla Traduzione de’ due primi canti dell’Odissea di Pindemonte, ma in realtà uno scritto polemico contro i letterati milanesi e il loro massimo rappresentante, Vincenzo Monti. La rassegna critica contro le traduzioni omeriche, che non risparmiava nemmeno letterati del calibro di Cesarotti e Algarotti, diventa in realtà un pretesto per un attacco contro i letterati vicini al potere che dominavano in quel periodo la scena culturale milanese e che erano già stati oggetto di critiche nelle Lezioni pavesi. La guerra tra Foscolo e i letterati milanesi è proclamata; agli articoli polemici che seguirono sui giornali ad opera dei suoi detrattori che gli rimproveravano oscurità, plagio, arroganza, Foscolo replicò nel giugno del 1810, sempre sugli “Annali di Scienze e Lettere”, con il Ragguaglio d’un’adunanza dell’Accademia de’ Pittagorici, che fu pubblicato anche come estratto con il titolo di Atti dell’Accademia de’ Pittagorici, presso l’editore Bernardoni. Si tratta di uno scritto parodico presentato come Frammenti di un libro incompiuto, ricco di allusioni, oggi non del tutto decifrabili, in cui lo scrittore finge di descrivere la riunione di un gruppo di accademici dietro i quali si nascondono i più mondani e salottieri letterati milanesi, che discutono un articolo relativo alle traduzioni omeriche. La cronaca satirica della discussione permette a Foscolo di ribadire le sue tesi e di polemizzare contro i suoi nemici (tra cui l’odiato Urbano Lampredi) introducendo anche riflessioni di ordine generale sul rapporto tra i letterati e il potere e sulla responsabilità morale dell’uomo di lettere. Al Ragguaglio seguirono poi altri frammenti, tra cui l’Ultimato di Ugo Foscolo nella guerra contro i ciarlatani, gl’impostori letterari e i pedanti, lasciato incompiuto.
 
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