VIRGILIO

Su uno dei manoscritti più preziosi della sua biblioteca, il Virgilio oggi custodito nella Biblioteca Ambrosiana, si formò la cultura filologica del giovane Petrarca: fatto allestire dal padre (non si sa se ancora a Firenze o già ad Avignone), trafugato nel 1326 e recuperato nel 1338, venne fittamente postillato dal figlio nel corso di decenni, impreziosito da una miniatura di Simone Martini e corredato da una serie di note in ricordo della morte di Laura e di altre persone care.
Virgilio è per Petrarca il corrispondente di Omero nella letteratura latina, e numerosi sono i riconoscimenti che gli vengono resi. Lui e Cicerone sono "gli occhi de la lingua nostra" (Trionfo della Fama III 21), rispettivamente per la poesia e per la prosa. Virgilio è il destinatario di una delle lettere agli scrittori antichi (Familiares XXIV 11), composta nella sua città natale Mantova, nella quale si discetta della sua sede ultraterrena. Alla diretta ispirazione virgiliana va ricondotta la genesi di Africa e Bucolicum carmen. Un omaggio è anche l'escursione nei luoghi celebrati da Virgilio nell'Eneide che Petrarca compì durante il suo soggiorno a Napoli nel 1343. Dal punto di vista ideologico è importante il tentativo di una lettura integralmente allegorica dell'Eneide abbozzata in Seniles IV 5.

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